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      Ma, ignorando così se l'antico e primitivo progenitore del genere possedesse simili caratteri, possiamo solo ipoteticamente attribuirli all'atavismo. Tuttavolta, se si considerano i fatti analoghi e incontestabili che furono osservati nei colombi, nelle galline, nelle anitre, ecc., non si può non arrivare alla medesima conclusione rispetto al genere cavallo; e conviene dunque ammettere che il progenitore di questo gruppo doveva avere sulle gambe, sulle spalle, sulla faccia e fors'anco su tutto il corpo delle fascie, come la zebra.
      Recentemente il prof. Jäger(1091) ne diede un bell'esempio intorno ai maiali. Egli incrociò la razza giapponese o mascherata colla razza comune germanica, ed i discendenti furono intermediari nel carattere. Egli retro-incrociò poi uno di questi meticci colla pura giapponese, e ottenne un giovane somigliante in tutti i suoi caratteri ad un cignale selvaggio; aveva un muso lungo, le orecchie erette, ed era rigato sul dorso. Giova ricordarsi che i giovani della razza giapponese non sono rigati, e che hanno il muso corto e le orecchie notevolmente pendenti.
     
      Sembra che, negli animali incrociati, vi sia la medesima tendenza a ricuperare gl'istinti egualmente bene, come gli altri caratteri perduti. Vi sono alcune razze di galline che si dicono "eterne ovificatrici", perchè hanno perduto ogni istinto d'incubazione al punto che si ha creduto, di dover registrare nelle opere sulla bassa corte i rari casi, in cui si videro covare le galline di questa razza.(1092) La specie originaria era necessariamente buona covatrice, poichè nello stato di natura pochi istinti sono così bene sviluppati come questo.


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Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico
di Charles Darwin
Utet
1876 pagine 1426