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      Se il nostro architetto riescisse a costruire un bell'edifizio, adoperando i frammenti rozzi cuneiformi nelle arcate, e le pietre più lunghe nelle colonne, ecc., noi ammireremmo la sua abilità assai più che se avesse impiegato delle pietre appositamente lavorate. È la stessa cosa nella elezione, venga esercitata dall'uomo o dalla natura. Imperocchè la variabilità, quantunque sia indispensabile, acquista un valore affatto secondario se consideriamo gli organismi assai complessi ed eminenti che produsse; nello stesso modo che la forma dei frammenti perde la sua importanza di fronte all'abilità del nostro supposto architetto.
     
     
     
     
      CAPITOLO XXII.
     
      CAUSE DELLA VARIABILITÀ
     
      La variabilità non accompagna necessariamente la riproduzione. - Cause supposte da alcuni autori. - Differenze individuali. - Ogni variabilità è dovuta ai cangiamenti nelle condizioni esterne della vita. - Natura di questi cangiamenti. - Clima, alimenti, eccesso di nutrizione. - Bastano cambiamenti leggeri. - Effetti dell'innesto sulla variabilità delle piante sorte da semi. - I prodotti domestici si abituano alle cambiate condizioni. - Azione accumulata di queste. - Variabilità attribuita alla riproduzione consanguinea e alla immaginazione della madre. - Dello incrociamento quale causa dell'apparizione di caratteri nuovi. - Variabilità risultante dalla mescolanza di caratteri e dalla reversione. - Maniera e tempo d'azione delle cause, che provocano la variabilità direttamente o indirettamente mediante il sistema riproduttivo.


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Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico
di Charles Darwin
Utet
1876 pagine 1426