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      Fioriture improvvise e stupende di facoltà latenti, fecondate da nuove passioni, nate alla loro volta da avvenimenti inattesi, svoltate subitanee e corse conquistatrici dell'ingegno per vie son solo non cercate, ma ignorate fino a poc'anzi, forze imprevedute dell'animo, suscitate da pericoli e da dolori comuni, e appassionate consacrazioni di tutte le potenze dell'intelletto e della volontà a ordini di idee a cui per vent'anni non s'era mai affacciata la mente se non forse per combatterle o per dileggiarle: tutto questo avverrà tra voi, e tanto muteranno alcuni, che, ricercando sè stessi nelle memorie di questi giorni, stupiranno della loro immagine antica.
      Tutto questo avverrà. E forse fra quelli che m'ascoltano vi sono già dei fidanzati inconsapevoli dell'era nuova, campioni fortunati di idee benefiche, vittime illustri od oscure, ma egualmente nobili, di grandi passioni, fronti che si alzeranno sopra l'altre come segnacoli, nomi che saranno amati e benedetti.
      Noi salutiamo con riverenza in voi questo cumulo di promesse, di predestinazioni e di misteri, e se qualche cosa ci turba nel gridarvi l'evviva della partenza, è il timore di non aver abbastanza lavorato, pensato, sofferto per spianarvi la via su cui vi lanciate, la via dove v'accompagneremo con l'anima fin che ci si velerà l'orizzonte.
      Ed ora, che vi potrei dire di più? Finita questa bella serata, voi rimarrete soli alle vostre liete riunioni. Ma noi, di mezzo alle cure e alle fatiche di ogni giorno, ritorneremo spesso con la mente alle poche ore di gioventù che ci avete fatto rivivere, tra queste pareti dove pure vi verrà a ritrovare il desiderio di tanti lontani che v'amano, dove vi verranno a stringer la mano colleghi d'altre provincie e d'altri popoli, dove tanta allegrezza, tanta vita, tanta primavera di pensiero e d'affetto darà fiori e frutti al futuro.


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La quistione sociale
di Edmondo De Amicis
Istituto Editoriale Italiano Milano
1917 pagine 65