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      Talora incontriamo qualche passo che appare una stonatura. Renzo non ha ancora avuto il tempo di far chiasso in paese pel caso di Don Rodrigo; anzi il caso è tale, che non se ne può parlare con alcuno senza grave pericolo di guastarlo. Non è verosimile dunque che Renzo ne abbia fatto rumore nel villaggio; e pure, malgrado della inverosimiglianza, il Manzoni ci lascia credere che Renzo siasi sfogato con gli amici, e che questi, invece di prestargli una mano al bisogno, siansi ritirati tutti; onde Renzo se ne sfoga con Fra Cristoforo: "Oh, lei non è come gli amici del mondo! Ciarloni! Chi avesse creduto alle proteste che mi facevan costoro, nel buon tempo; eh! eh! Eran pronti a dare il sangue per me; m'avrebbero sostenuto contro il diavolo. S'io avessi avuto un nemico? Bastava che mi lasciassi intendere; avrebbe finito presto di mangiar pane. E ora, se vedesse come si ritirano!" Per Renzo e pel caso suo queste parole ci paiono troppe e sproporzionate e strane; ma se il Manzoni si nasconde sotto Renzo, alludono a qualche abbandono simile da lui patito, e poich'egli ci preme, in verità, molto più di Renzo, prendiamo a cuore il suo caso.
      Vi è una scenetta domestica fra Renzo e Lucia, che il Manzoni deve aver colta proprio sul vivo, Renzo va in collera, vorrebbe uccidere Don Rodrigo, rovinarsi, se Lucia non consente a recarsi con lui dal curato per sorprenderlo. Lucia si spaventa e gli si butta in ginocchi, e promette che farà tutto quel che egli vorrà, pur che diventi più trattabile, più umano, pur che torni buono.


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Alessandro Manzoni
Studio biografico
di Angelo De Gubernatis
Le Monnier Firenze
1879 pagine 296

   





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