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      Tale spiegazione per la catena degli Urali sembra molto logica e potrebbe applicarsi anche a spiegare l'origine delle Alpi Scandinave e dei monti della Scozia, e forse della grande catena delle Ande. Se tutto l'emisfero fosse coperto da una corteccia uniforme e pastosa, sotto l'impulso della spinta da Sud, si formerebbe, oltre ad un accumulamento di materiale nelle regioni polari, il quale, come già abbiamo spiegato, verrebbe mano mano eliminato per disotto per rifusione, anche un corrugamento generale in direzione dei meridiani terrestri. Ma la corteccia galleggiante sul magma non poteva essere nè uniforme nè pastosa: vasti tratti potevano conservare una certa rigidità nei loro spostamenti verso il Polo.
      Tale è il caso dell'immensa zolla di corteccia rappresentata dal continente asiatico-europeo, la quale, salvo a subire i corrugamenti in senso normale alla spinta dominante da Sud, per cui sorsero i suoi varî sistemi montuosi, sembra abbia conservato una certa stabilità di forma, non interamente però, poichè mostra di aver ceduto verso la mezzaria del suo asse maggiore, subendo, alla guisa di una trave cimentata nel mezzo, un leggero ripiegamento, per cui sorse fra mezzo alle vaste regioni pianeggianti nordiche la increspatura, rappresentata dalla catena degli Urali, come già abbiamo accennato.
      Anche pel continente americano che, secondo quanto abbiamo detto più indietro, sembra fare eccezione alla regola dell'orientamento delle catene, non mi sembra difficile trovare una soddisfacente spiegazione dell'origine delle sue montagne, ciò almeno per l'America Settentrionale (Tavola III, America del Nord).


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Lo spirito dell'universo
di Olinto De Pretto
Bocca Torino
1921 pagine 268

   





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