Pagina (46/420)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Chi vuol gustare l'Achille omerico, o cosa gl'importa il sapere, quanto in quella rappresentazione è d'avvenuto o d'inventato? Anzi simili quistioni alterano la vera e immediata impressione dell'arte. L'effetto nell'arte non è l'illusione, cioè a dire una rappresentazione così simile al reale, che sia scambiata con esso reale. Da questo falso presupposto sono uscite tutte le assurde regole del verosimile e del probabile, abusate dai critici a tormento degli artisti. E non biasimo i Romani, i quali, posta questa teoria, amavano meglio vedere la cosa effettiva che la cosa rappresentata, meglio gladiatori vivi che gladiatori dipinti. Se l'arte è illusione, produce più facilmente i suoi effetti sulla plebe credula, che sulle scene scambia l'attore col personaggio reale, e nelle chiese scambia l'immagine del Santo con esso medesimo il Santo; e non può generare nessuna dilettazione nell'animo della gente colta, la quale non si lascia illudere, e non confonde opera d'arte con opera di natura, e appunto in questa distinzione sente e gusta l'arte. Ma se l'arte non è illusione, se ha fine proprio e mezzi proprii, come può fine dell'arte essere l'illustrazione di un'epoca, di un personaggio o di un fatto storico, e sua materia essere il reale positivo, sia storico, sia naturale? Può, ove l'arte cessi di essere sostanza, e diventi un semplice istrumento, una maniera di esposizione più facile e dilettevole, che divulghi e renda popolari le notizie scientifiche, storiche e naturali, come sono le Lettere, i Dialoghi, i Viaggi, e forme simili.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La letteratura italiana nel secolo XIX
(Volume Primo) Alessandro Manzoni
di Francesco De Sanctis
pagine 420

   





Achille Romani Santo Santo Lettere Dialoghi Viaggi