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      L'immaginazione si vergogna di abbellire una creatura così semplice, e te la presenta quale tu giureresti di averla vista tante volte in qualche villaggio. La società non l'ha ancora modificata, e mal potresti dire a qual secolo appartenga. Cosa è in lei che t'interessa tanto? È un fiore pur mo' nato che la società calpesta e passa. Di fiori simili abbiamo visti tanti. - Cosa è che questa contadina ha tanto potere su di noi? - , possiamo dire insieme con l'Innomminato. Contadine scopertesi figlie di regine, poverette scopertesi in ultimo milionarie abbiamo visto; ma Lucia rimane quella che è, e non avevamo ancora visto povera contadina destare tanto interesse, che intorno a lei pugnano uomini e Dei, forze umane e forze celesti, e si mettono in moto tutte le molle sociali. Questo pare impossibile, e meno pare possibile che vero intreccio e antagonismo ci sia in condizioni così disuguali di lotta. Perché tutte le forze sono dall'un canto, e dall'altro nessuna speranza di resistenza. Può ben farsi assegnamento sul caso o sul miracolo, e ne uscirebbe un romanzo d'intrigo, che altererebbe profondamente il suo carattere storico. Pare impossibile che Lucia desti tanto interesse. E lo desta. Pare più impossibile che un serio antagonismo ci sia. E ci è. Qual è dunque il Deus ex machina? Qual'è la forza di Lucia? E qual'è la forza che entra in urto contro tutte le forze storiche? Una è la forza che rende interessante Lucia, e rende serio l'antagonismo, crea il dramma. Questa forza è l'ideale.


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La letteratura italiana nel secolo XIX
(Volume Primo) Alessandro Manzoni
di Francesco De Sanctis
pagine 420

   





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