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      Allora avviene ciò che in un corpo morto. Quando l'uomo muore il corpo non è ancora disciolto, questo tiene tutte le parti dell'uomo vivo, ma è morto perché le parti non funzionano più, non sono più organi rispetto al tutto. Ciascuno di quelli elementi cessa di essere «partecipe» dell'insieme, diventa elemento a sé, e il tutto si scioglie.
      Lo stesso avviene in una composizione poetica, che è una totalità vivente quando tutti gli elementi sono «parti», quando ivi è vivo il sentimento e l'intelligenza del tutto a cui appartengono. Se l'insieme è scarsamente rappresentato in quelle parti, la composizione, quantunque meccanicamente ben congegnata, è morta. Quando il poeta ha ben concepito l'insieme, la totalità della vita, e questa totalità è rappresentata in tutte quelle parti, allora la composizione è viva.
      Se il poeta dunque ha ben concepito la totalità, se tutti gli elementi sono partecipi del sentimento generale, egli ve li colloca in modo che ogni parte abbia il sentimento del tutto, e questa maniera di collocarli si chiama la «situazione». Dove è situazione, il lavoro è idealmente indovinato; ove quella manca, quantunque ci sia sentimento della moralità, della verisimiglianza, del bello, la composizione è morta.
      L'«unità di situazione» è l'unità della totalità, dell'insieme; il sentimento dell'insieme nelle parti4. Posta questa unità di situazione, che cosa è l'unità di azione?
      L'unità d'azione presa in se stessa, divisa dal tutto al quale appartiene, diviene una falsità. Ma chi vi ha detto che l'azione dev'essere una?


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La letteratura italiana nel secolo XIX
(Volume Primo) Alessandro Manzoni
di Francesco De Sanctis
pagine 420