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      Nel secolo XIX la scuola liberale č reazione alla scuola del secolo precedente. Cos'č questo liberalismo? Č la libertá come fine messa da parte, - sul trono č la libertá formale, come metodo. Il principio č che, per avere la libertá, č mezzo la libertá: bisogna lasciare la societá alle sue forze naturali. Come la natura produce con le proprie forze, ed attraverso gradazioni e fluttuazioni, giunge al progresso, il che oggi specialmente č la tesi de' naturalisti; cosí le forze della societá agitandosi, avvanzando e retrocedendo, riescono al progresso. C'č un po' delle idee di Vico, diventate a poco a poco base di quella scuola. Quindi č respinta qualunque idea di violenza, venuta dall'alto o venuta dal basso, qualunque tutela o protezione dello Stato, perché spesso volendo accelerare troppo il movimento, si torna indietro.
      Dunque, codesta scuola č dottrinaria, formale, e la libertá per essa č una procedura? Certamente, e perciň in questa scuola liberale entrano uomini che hanno i fini piú diversi, come su terreno comune; - i clericali che domandano libera la chiesa, i conservatori che vogliono la libertá delle classi superiori, i democratici che vogliono la libertá delle classi inferiori, i progressisti che cercano andare innanzi senza sforzare la natura. Č dunque un pandemonio, in cui si gittano persone di tutte le credenze e di tutte le opinioni. La libertá rimane come mezzo giá convenuto; ma ognuno si riserba di usarne per fini diversi; chi per sostenere la chiesa, chi per consolidare la societá quale si trova, chi per altro.


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La letteratura italiana nel secolo XIX
(Volume Secondo) La scuola liberale e la scuola democratica
di Francesco De Sanctis
pagine 590

   





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