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      E in fatto come va che Bonnier non parla dell’apparecchio a scatto proprio dei fiori di Genista, Sarothamnus, Cytisus, Ulex, apparecchio escludente il miele e anche la ricerca del miele per parte delle api, che, in tali fiori sono soltanto pollinileghe?
      Ma non basta. Bonnier insiste sulla presenza del miele nei fiori di Ulex e Sarothamnus: «Au microscope, à un faible grossissement, par un temps de miellée, on voit la surface de ces organes (calice e tubo androceale) couverte de fines guttelettes de nectar. En quelque cas, j’en ai vu même de très-grosses (!) visibles à l’œil nu. Ce nectar recueilli dans le jabot des abeilles au moment où elles visitent ces Genéts, s’est montré par l’analyse, relativement très-riche en saccharose et glucose: il contient beaucoup moins d’eau que la pluspart des nectaires. C’est là ce qui explique l’avidité des insectes à sa recolte, beaucoup mieux qu’un espoir perpetuellement déçu».
      Tutto questo non è che un parto d’immaginazione; è una spiritosa invenzione il rimprovero per affermazioni che Müller non ha fatto, per fiori (d’Ulex) che Müller non ha visto; è fantastico che i fiori di Ulex e di Sarothamnus abbiano miele, e, per colmo d’ingegnosa imaginazione, è fantastica l’analisi chimica del miele raccolto nel jabot delle api che visitavano i fiori delle 2 specie succitate.
      E nella stessa pagina, 46, in nota, mi cita a proposito della visibilità dei colori dei fiori: «Delpino a fait un classement de la visibilité des couleurs: 1° sur un fond vert de prè; 2° sur un fond jaune de blé». Fin qui la citazione è incompleta ed inesatta.


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Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





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