Pagina (325/607)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Qualche volta per altro questa macchia manca.
      Questi nettarii estranuziali, a preferenza d’ogni altro, meritano una illustrazione storica. LINNEO vide questi nettarii soltanto a quanto pare nella V. sativa; a cui ascrive il carattere "stipulae subtus macula quasi inusta notatae"; né so come gli sia sfuggito o li abbia taciuti per altre specie. Ad ogni modo gli sfuggì la secrezione mellifera di cui son sede.
      Merita di essere segnalato con grande onore il fondatore della biologia vegetale, CRISTIANO CORRADO SPRENGEL, perché non solo è stato il primo a scoprire la natura nettariana di siffatte areole maculate, ma notò per il primo l’accorso degl’insetti a cui sono predesignate. Infatti della V. sepium nota le seguenti cose (Das entdeckte Geheimniss ecc., 1793, pp. 356 e 357). "Questa pianta prepara miele per gl’insetti non soltanto ne’ suoi fiori ma eziandio nelle sue stipole. Queste cioè hanno nella loro pagina inferiore una piccola cavità contenente una gocciola di nettare. Le formicole grosse dei boschi ricercano con grande avidità questo miele... Quando Krünitz dice che le api non visitano i fiori delle veccie, ma colla lingua leccano soltanto gli steli, avrà voluto dire che leccano le stipole; perché non si saprebbe che cosa possano prendere dagli steli". E della V. sativa nota: "anche questa pianta contiene nella cavità delle sue stipole nettare, a cui accorrono le formiche". Finalmente della V. Faba nota: "le stipole hanno nella pagina inferiore una cavità di color nerastro, la quale secerne e contiene una goccia di miele".


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





Das Geheimniss Krünitz Faba