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      Considero come forma tipica quella che presenta foglie poco allungate, ovato-lanceolate, con picciuolo lungo, ovunque pubescenti, quasi tomentose. Le decorrenze picciuolari sono pochissimo rilevate pel qual carattere assai differisce dalla specie precedente. Inoltre il contorno fogliare è crenato, non serrato.
      L’altra forma invece ha foglie oblungo-lanceolate, glabre in ogni parte, con margini serrati, e sopratutto col canale picciuolare sormontato da due margini verdi, alti, distintamente decorrenti dal lembo fogliare. Insomma qui il picciuolo è subalato.
      Data la forma tipica da una parte, la Persica dall’altra, questa seconda forma in tutti i caratteri fogliari si mostra intermedia tra la prima e la seconda; laonde non possiamo reprimere il sospetto che sia un ibrido fertile derivato dalle due specie d’Amygdalus.
      Nella forma tipica la produzione dei nettarii è molto meno sviluppata che nella seconda forma e sopra tutto nella Persica. I nettarii non mancano. Generalmente sono due, più o meno subopposti, rilegati all’apice del picciuolo, talvolta inoltrati od uno soltanto od entrambi nel margine fogliare. La loro forma è diversa da quelli del pesco. Hanno figura di un capolino tondeggiante; sono minutissimi, poco cospicui; e invecchiando diventano giallognoli, non già d’un color rosso bruno.
      Amygdalus nana. - Provvista di nettarii secondo Linneo.
      Cómputo della potenza della funzione formicaria presso le Amigdalee annoverate nel Prodromus etc. - Le specie descritte da SERINGE (l.c.) ammontano a 63; ma parecchie fra queste non sono verisimilmente che razze prodotte da prolungata coltura.


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Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





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