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      Laonde detto numero ci sembra dover essere ribassato fino a 58. Le 24 specie da noi sopra riferite sono certamente provviste di nettarii estranuziali. Delle rimanenti 34 specie alcune sono dichiarate dal monografo per eglandolose; delle altre non è indicato se abbiano o no glandole fogliari o picciuolari. Supponendole tutte eglandolose si avrebbe la proporzione delle nettariifere alle anettarie 24 : 34; e il grado di potenza della funzione sarebbe espresso dalla cifra di 41/100; cifra a bastanza ragguardevole, benché probabilmente alquanto di sotto dal vero.
      Quanto alla distribuzione geografica delle Amigdalee mellifere e non mellifere, si ha (detraendo due specie di patria ignota).
     
     
      ORIENTALI OCCIDENTALISpecie mellifere... 15 9
      Specie non mellifere... 18 14
     
      Queste cifre dimostrano che il centro principale delle Amigdalee è gerontogeico; che il centro secondario o neogeico ha circa un terzo di meno di specie; che in entrambi i centri la funzione mirmecofila ha presso a poco la stessa potenza, o, se si vuole, ha subìto appena una leggiera diminuzione nel centro secondario.
      Dopo la registrazione dell’Amigdalee nel Prodromus (1825) il numero delle specie cognite si è notevolmente aumentato. BENTHAM e HOOKER (Genera plantarum, I, 1865) ne elevano il numero a circa 93 specie, coll’aggiunta anche di generi nuovi. Fra questi deve essere tenuto conto del genere Pygeum, presso cui la lamina fogliare sarebbe "saepe basi utrinque impresse biglandulosa". Tal genere è costituito da 9 specie native dell’Asia tropicale e dell’Isole della Malesia e da 1 specie dell’Africa orientale.


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Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





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