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      Quale adunque poteva essere l’incentivo che richiamava sovr’esse tante formiche? Volli osservare più da vicino i diportamenti di tali insetti, ed ebbi la soluzione del quesito.
      Giova premettere che il nettario florale di Hamelia patens è un grosso e solido disco epiginico, di colore sanguigno, di tessitura compatta, avente forma conica, col vertice profondamente bucato per la inserzione dello stilo. Durante l’antesi secerne copiosissimo nettare.
      Cessando l’antesi, si disarticola la corolla e casca insieme coll’androceo. Si disarticola e casca pure lo stilo, restando sui pedicelli l’ovario infero coronato da brevissimo calice, e sormontato dal disco epigino suddetto, di forma conica, col vertice perforato.
      Ora le formiche perambulanti sovra dette infiorescenze passando da uno ad altro pedicello, visitavano detti dischi denudati ed applicavano la bocca sullo orifizio della perforazione apicale, tenendovela per alcun tempo.
      Allora spiccai una di dette infiorescenze, ne allontanai le formiche, la posi sotto sequestro dall’appulso di mosche o di altri insetti, e la tenni in osservazione per ben cinque giorni.
      Constatai infatti che nei nettarii florali di questa specie la cessazione della antesi non mette un fine alla emanazione nettarea. Il néttare sgorga ancora in una certa abbondanza, sia dal foro verticale del disco, sia anche dalla sua parte esterna.
      La secrezione perdura tre o quattro giorni almeno dopo la disarticolazione della corolla.
      Così abbiamo in questa specie il caso interessante di nettarii nuziali, che dopo avere eseguito per un certo tempo la funzione adescativa mesogamica, diventano estranuziali ed imprendono ad esercitare novella funzione adescativa, la mirmecofila.


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Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





Hamelia