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      La vaga e indeterminata posizione, il vario volume, la varia forma delle goccie in discorso, congiuntamente alla mancanza di ogni carattere di differenziazione di tessuto esterno ed interno, mi fecero nascere il sospetto che io non avevo dinanzi a me una vera secrezione di significato funzionale, ma semplicemente un fenomeno di distillazione acquea, provocata forse dall’avere collocato i virgulti in un vaso, quantunque lasciato semiaperto.
      Questo sospetto m’invogliò a investigare più da vicino tale fenomeno, per constatare se era per avventura una mera accidentalità, oppure una normale secrezione nettarea. Adunque in quello stesso giorno di tempo secco e umido, come da più dì e nelle ore più calde, mi recai all’ajuola ove erano molti esemplari di detta specie; e, non in tutti ma in quelli soltanto che erano a un dato stadio di prefioritura scorgeva infatti una grande quantità di formiche Camponotus pubescens, affaccendatissime nella ricerca ed esplorazione della regione basale ipofilla; ed ebbi la indubbia testimonianza che detta secrezione aveva luogo senza intermissione anche nelle ore più calde del giorno, perché l’addome di dette formiche era straordinariamente teso e trasparente per la copia del liquido ingerito.(42)
     
      Né erano sole le formiche ad esplorare detta regione nettariflua. Concorreva anche con singolare tenacità un icneumone nero di piccola statura, che sembra avere una speciale predilezione pei nettarii estranuziali in genere. Bello era il vedere come cacciato ad ogni istante dalle formiche, pure con grande sveltezza volando da un virgulto all’altro cercava di carpire un po’ di nettare a dispetto dell’esasperate guardiane.


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Memorie di biologia vegetale
di Federico Delfino
pagine 607

   





Camponotus