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      Un altro parlamento straordinario fu tenuto in questo stesso anno nel mese di settembre nella città di Palermo, dove da Messina si trasferì il duca di Monteleone. Fu intimato per il dì 13 di detto mese, venuto il qual giorno, il vicerè rappresentò ai parlamentarî, che la flotta turca avea poggiato verso ponente, e che era fama che Barbarossa si fosse impossessato della città, e del porto di Tunisi, per la di cui vicinanza era da temersi qualche invasione; giacchè in meno di due giorni potea Ariadeno comparire colla sua armata nei nostri mari. Mostrò perciò, che maggiori sarebbono così stati i pericoli del regno, e che quindi era necessario di stare all’erta più di prima. A questo oggetto propose, che il denaro promesso dai parlamentarî per mantenere i dieci mila fanti fino a tutto il mese di dicembre, si accrescesse, acciò questa truppa continuasse a servire per tutto l’anno 1535. Che se paresse al sovrano, che fosse più espediente di armare per mare, allora il denaro in vece di erogarsi per il mantenimento delle truppe di terra, s’impiegasse per tenere una flottiglia, che unita alla flotta di sua maestà Cesarea tenesse lontani i Tunisini dai mari di Sicilia. Divennero gli ordini dello stato a prorogare il mantenimento dei dieci mila fanti per tutto il seguente anno, e lasciarono in libertà del vicerè lo [172] spendere quanto il regno contribuiva o per il soldo dei detti soldati, o per una spedizione marittima, o parte per le truppe di terra, parte per quelle di mare (771).
      Continuò in Palermo a stare il duca di Monteleone in vita fino al mese di marzo del seguente anno 1535, e nel settimo giorno di detto mese verso le ore tre finì di vivere (772). Erasi egli gravemente infermato sugli ultimi di febbraro, e vedendosi vicino a morte, per non lasciare il regno senza un governante, si determinò di dare un successore in forza del dispaccio, che avea ottenuto fin dall’anno 1534, confermato poi dalle seguenti cedole, in cui segli dava la facoltà di scegliersi uno, o più presidenti del regno nel caso, che andasse a soccombere; ed elesse a’ 2 di marzo Simone Ventimiglia marchese di Geraci (773). Durò egli nel viceregnato dall’anno 1517 fino all’anno 1535, cioè anni diciotto.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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