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      Accompagnatolo sino a Morreale ritornò in Palermo per far disporre tutto ciò, ch’era necessario per ricevere, come si conveniva, questo gran principe, sebbene per la vicinanza con la città andasse spesso ad ossequiarlo.
      Entrò in Palermo l’augusto Carlo nel dì 13 di settembre, montando su di un bellissimo, e ben bardato cavallo, che gli fu regalato dal senato di Palermo. Il Carretto ci descrive eloquentemente (786) l’ingresso dell’imperadore, e tutta la pompa, con cui fu ricevuto, e le feste, e le giostre (787), che furono fatte in questa fausta occasione. Si trattenne l’imperadore in questa città intorno a un mese, nel quale, sebbene fosse cessata ogni autorità nel marchese di Geraci presidente del regno, essendo presente il sovrano, non dimeno noi troviamo che fino a’ 15 del mese questi dispacciò (788). Forse Carlo nei primi tre giorni non volle applicarsi al governo, e lasciò che continuasse a reggere Simone Ventimiglia. Trascorsi questi giorni, che furono impiegati nel ricevere i complimenti de’ magistrati, e della nobiltà, e nell’ascoltare gli ambasciadori delle altre città, che venivano a rallegrarsi del felice successo delle sue armi in Tunisi, e del suo prospero arrivo in Sicilia, si applicò l’augusto principe agl’interessi del regno, dando le necessarie provvidenze per la felicità de’ suoi sudditi. Volle egli informarsi della polizia civile della capitale, come delle altre città: esaminò la maniera, con cui i magistrati amministravano la giustizia, e visitò ancora i regî archivî (789).


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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