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      L’altra imposizione fu di un altro tarino sopra ogni libra di seta cruda. Da ciò, che ricavavasi da queste due gabelle, doveano i deputati del regno pagare al regio erario cinquanta mila scudi all’anno, coi quali si sarebbono mantenuti i mille fanti, e le dieci galee, che servivano alla custodia del regno; e ciò, che sopravanzava, dovea impiegarsi in ricatto delle rendite, che pagava la regia corte per le segrezie del regno (961). Fu da questo parlamento eletto per ambasciadore Ferdinando de Silva marchese della Favara, che abbiamo di sopra mentovato, come presidente del regno, l’anno 1559, per dimandare alcune grazie al sovrano, che furono accordate in Madrid con alcune riserve a’ 20 giugno 1563 (962).
      Nell’accennato anno andava a spirare il triennale viceregnato del duca di Medinaceli, giacchè l’ultima proroga si era da lui ottenuta l’anno 1560. Filippo II restando contento del di lui governo, e sapendo ch’egli era tuttavia amato dai nazionali, volle confermarlo per altri tre anni, e ne spedì il dispaccio da Madrid a’ 2 di aprile, che fu poi registrato in Messina a’ 2 del giugno seguente (963).
      Ebbe nello stesso anno a’ 4 di dicembre fine il concilio di Trento, malgrado la dissensione dell’ambasciadore, e de’ vescovi di Spagna, che volevano che se ne continuassero le sessioni, non essendosi ancora abbastanza riparato a’ disordini della chiesa (964), e malgrado che non se ne fosse aspettato il consenso del re Cattolico. Alcuni fini politici, e il tedio dei vescovi, che disagiati, e lontani dalle loro diocesi stavano malvolentieri in quella città, lo fecero terminare alla sessione XXV. che fu tenuta in detto giorno.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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