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      La tempestosa stagione impediva, ch’ei partisse da’ porti di Spagna; e quando per consiglio de’ piloti si avventurò a partire, gli sopravvenne nel viaggio un così fiero turbine, che a stento potè salvarsi in Genova. Si mosse da quella città con due galee della repubblica, e venne a Civitavecchia. La vicinanza di Roma, e il desiderio ch’ei avea di ossequiare il sommo pontefice Innocenzo XII, lo indussero a portarsi in quella capitale. Vi si trattenne qualche giorno, e di poi restituitosi a Civitavecchia colle stesse galee, prese la via di Sicilia, e a’ 19 di maggio dello stesso anno giunse in Palermo; ed avendo riposato intorno a tre giorni, al dì 21 prese il solenne possesso (1918). Non fu questo preso colla solita solennità della cavalcata. Il nuovo vicerè montò colla moglie in carrozza, e con un seguito di altri cocchî, ed una compagnia di cavalleria andossene direttamente al regio palagio: la sera poi si fe portare in una portantina al duomo, dove lettasi la reale cedola alla presenza del sacro consiglio, e del senato, fu investito del governo di Sicilia.
      Mostrossi egli ilare, e pieno di umanità, ma insieme amante del buon ordine, e della giustizia. Scorsi i giorni festivi per la sua elezione, e per le visite di complimento, cominciò da sè a visitare le piazze, affine di osservare se il pubblico era ben servito nell’amministrazione dell’annona; dichiarò che avrebbe data pronta udienza a qualunque menoma persona, e incaricò i ministri della sollecita esecuzione della giustizia: volendo che si procedesse col maggior rigore contro i facinorosi.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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