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      Salutarono le medesime in distanza il nostro castello, dal quale furono risalutate, e poi avvicinatesi al molo, fu rinnovato il saluto fra la galea governante del re Cristianissimo, e la capitana della squadra siciliana. Il duca di Veraguas, il senato di Palermo, e il capitano della città fecero a gara per complimentarne gli uffiziali. Furono tosto mandati a ciascheduna delle galee copiosi rinfreschi, e l’uffizialità fu tenuta divertita con magnifici desinari, e feste. Il vicerè tenne appostatamente nel dì 27 di esso mese nel tempio di s. Domenico una straordinaria cappella reale, per soddisfare la loro curiosità, che bramavano di osservare le prerogative della monarchìa di Sicilia (1936). Eglino partirono molto contenti delle accoglienze, che vi aveano ricevute.
      Quantunque la città di Palermo avesse ottenuto il perpetuo privativo privilegio di coniare moneta sin da quando governava questo regno il conte di Santo Stefano, non erasi nondimeno eretto un edifizio capace per questa officina, e solo interinamente si erano battute le monete, come si è detto, in certe case nella piazza chiamata della Pannerìa. Finalmente fu destinato un luogo più proprio, e fu disegnato un superbo palagio nella piazza della Marina, quale oggidì si osserva, in cui vi fossero tutti i comodi per fondersi, e per alloggiarvi gli operarî, e i ministri della medesima. Dovendosi adunque buttare la prima pietra per questa fabbrica, ne fu fatta a’ 20 di agosto la solenne funzione dallo stesso duca di Veraguas, nella quale intervenne il senato, il ministero, e la nobiltà (1937).


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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