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      Fra queste fuvvi quella, in cui abitava il conte di Maonì, dove trovandovi della resistenza, uccisero i plebei tutti coloro che la difendevano. Grande fu il bottino, che fu fatto in questa occasione, e rammentasi, che nell’abitazione del ridetto conte fu trovata una cassa piena di calici, e di pissidi sacre, e di pendenti, e di anelli, misero avanzo del sacco dato alla città di Valenza (2016).
      Per sedare questa violenta commozione accorsero l’arcivescovo, e il suo vicario Filippo Sidoti, conducendo per le strade, non sappiamo se con prudente determinazione, il Sagramento dello altare, ed esortando quel furibondo popolo ad astenersi dalle ruberìe, e dalla uccisione de’ creduti Francesi. La opinione, in cui erano questi esemplarissimi ecclesiastici, scosse parecchi popolari, e li ridusse a pentimento; e fra le altre, per opera del Sidoti, restò libera dal saccheggiamento la ricca, e doviziosa casa del duca di Cesarò, dove erano entrati col sutterfugio di spiare, se vi fossero nascosti dei soldati.
      [462] Era necessario di toglier loro questo pretesto, sotto l’ombra del quale si faceano lecita ogni scelleraggine. Il vicerè, che ora con una scusa, ed ora con un’altra avea differito di acconsentirvi, conobbe alla fine, che fosse d’uopo di dare questo passo: e perciò ordinò, che gl’Irlandesi s’imbarcassero tosto, e partissero da Palermo, come la stessa sera de’ 29 maggio fu eseguito, essendone partito il conte di Maonì, Dio sa con quale dispiacimento, conducendo seco la massima parte delle sue truppe (2017).


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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