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      Grande fu la costernazione del conte Maffei; l’armata si avvicinava, ed egli non avea forze da resistere, nè da impedire che s’impadronisse di Palermo. In queste angustie pensò di custodire almeno il resto del regno: e siccome erano poche le milizie restate in Sicilia; giacchè, come abbiamo avvisato, il re Vittorio avea poco prima chiamato dall’isola un grosso convoglio di truppe, e di artiglieria per la impresa di Milano; perciò intimò ai baroni feudatarî il servizio militare fra lo spazio di 12 giorni, e fissò il campo nella città di Piazza. Questo dispaccio, che fu stampato in Palermo, non vi fu pubblicato, e solo fu mandato nel regno colle circolari viceregie. Volendo poi far uso de’ soldati, che non poteano punto servire alla difesa di Palermo, e che doveano certamente cedere alla vista di una così potente armata, mandò seicento di essi a Trapani, e trecento svizzeri spedì al castello di Termini. Rinforzò il regio castello di Palermo con soli quattrocento soldati, perchè facessero qualche resistenza per l’onore delle armi savojarde. Per addimostrare poi a tutti, che non era sua colpa, se il regno ritornava in potere degli Spagnuoli, mostrava a [494] ciascheduno la lettera scrittagli dal re Vittorio, che lo assicurava da ogni sospetto, e gli ordinava di ricevere amichevolmente l’armata di Filippo V.
      Intanto il senato spedì al campo spagnuolo il suo sargente maggiore Giuseppe Regio, marchese della Ginestra, con un tamburro, per udire dal generale, cosa mai pretendesse nell’avvicinarsi alla città. Gli fu risposto, che il re Cattolico volea riacquistare la Sicilia, e liberarla dalla tirannia de’ Savojardi, non avendo il re Vittorio osservati i patti convenuti nel trattato della cessione fatta a’ 10 di giugno 1713, e particolarmente quelli dei numeri 5 e 6, nel primo de’ quali promettea di conservare alla Sicilia Sus leyes, Constituciones, Capitolos del Reyno, Pragmaticas, costumbres, libertades, y immunitades, y exemciones concessele dal re Filippo, e da’ suoi antecessori (2104), e nel secondo, che avrebbe conservate todas las dignidades assi Ecelesiasticas de Arçobisbados, Opispados, Abbadias, y beneficios curados, y simples, comolos seculares de Titolos de Duques, Principes, Condes, Barones, y otros qualesquiera, assi las concedidas hasta a hora, como las, que (Filippo) fuere servido de conceder hasta el dia, en que al riferido Duche de Savoya sea dada la possession del reyno de Sicilia (2105); dicendosi lo stesso ancora delle prebende, de’ benefizî, delle pensioni, ed altro, che sarebbesi accordato dalla corte di Madrid prima, che il re Vittorio avesse preso possesso della Sicilia (2106).


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



Appendice - Indici - Note




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