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      Sogliono i principi nelle liete circostanze dispensare delle grazie a’ loro sudditi. Carlo III in questa occorrenza dallo acquisto di Siracusa, imitando lo esempio de’ suoi maggiori, fe lo stesso giorno la promozione di due consiglieri di stato, e di trenta gentiluomini di camera, altri di onore, detti di entrata, ed altri di esercizio. I due consiglieri di stato furono il conte di Santo Stefano, e il più volte nominato principe di Palagonia, ambidue palermitani, giacchè il conte di Santo Stefano, quantunque di famiglia spagnuola, era nondimeno nato in questa capitale, quando il di lui padre Francesco Bonavides governava da vicerè il regno di Sicilia. De’ gentiluomini di camera ventinove erano palermitani, e il principe di Venetico messinese (2302). È cosa agevole lo immaginare, come la città ne fosse lieta, vedendo contradistinte le principali sue famiglie nobili. Fe anche in questa occasione la grazia di poter ritornare a coloro, ch’erano stati esiliati dal conte di Montemar.
      Avvicinandosi il tempo, in cui il re far dovea la pubblica entrata, siccome con questa va unita la funzione, nella quale i baroni, e le università fanno il ligio omaggio, il protonotaro del regno principe di Valdina spedì le circolari per tutto il regno, avvisando che il sovrano avea destinato il dì 30 di giugno per il suo solenne ingresso, ed avvertendo i baroni, e le università, perchè venissero eglino, o i loro procuratori a prestargli ubbidienza. Mancavano per questa funzione le soldatesche, le quali o erano disperse per i castelli, o impiegate allo assedio di Trapani.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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