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      Per la stessa cagione si era interrotto il commercio, cioè si erano seccate le due sorgenti, dalle quali potea unicamente il nostro regno sperare di non soffrire la miseria. Abbisognavano nondimeno molti anni, per accrescere la popolazione, e per rianimare il commercio, e questo vantaggio non potea aspettarsi, che dal beneficio del tempo, nè potea la mano sovrana da sè arrecarlo. Laonde il benefico monarca si applicò solo a far sì, che in avvenire questo micidiale nemico degli uomini non più vi allignasse.
      Iscorrendo egli per gli annali della nostra nazione, scoprì che troppo frequentemente la nostra isola era stata visitata dalla pestilenza, come può rilevarsi dalla storia cronologica esattamente fatta dal parroco Francesco Serio (2376); e investigandone la cagione, conobbe che la poca vigilanza, che si avea da coloro, ch’erano destinati a visitare i bastimenti, che arrivavano ne’ diversi porti della isola da’ paesi stranieri, era stata sempre la sorgente delle nostre disgrazie. Per dar dunque riparo alla negligenza de’ ministri, e chiudere ogni adito a questo morbo di penetrarvi, eresse, o piuttosto ridusse in miglior forma la generale deputazione di salute in Palermo, e volle che la medesima fosse in avvenire composta da tutto lo intero senato della capitale, da due magnati, che fossero stati prima pretori, da sei altri cavalieri, che fossero stati senatori, e da due ecclesiastici costituiti in dignità, fra’ quali ha sempre luogo lo arcivescovo. Vi aggiunse ancora due giureperiti, e quattro medici, a’ quali diede il titolo di consultori.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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Francesco Serio Palermo