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      Perciò il marchese Fogliani, una coi ministri incaricati degli affari gesuitici, si applicò seriamente a riparare colla possibile sollecitudine questo disordine. Quindi nel giorno seguente alla loro partenza, cioè ai 22 dello stesso mese di dicembre, con soddisfazione de’ cittadini, si videro aperte in Palermo le pubbliche scuole di grammatica, e di rettorica nello stesso collegio nuovo, dove prima erano, essendosi scelti dotti preti in tutte le facoltà, i quali supplissero alla mancanza degli studî. Le stesse provvidenze furono date per tutto il regno.
      Rivolsero poi lo animo il ridetto vicerè, ed i ministri rammentati al culto delle chiese, che furono riaperte, ed assistite da ecclesiastici scelti a questo oggetto. Gli argenti allora appartenenti alle chiese mentovate, per stare in un luogo più sicuro, furono trasportati al monte della Pietà, trattine quei vasi sacri, che servivano per i divini misteri, che furono consegnati a’ custodi delle sagrestie. Si occupavano ancora il medesimo marchese Fogliani, e i ministri mentovati alla conservazione de’ beni rusticani, che possedevansi da’ gesuiti, e poichè intorno ad essi non era ancor nota la espressa volontà del sovrano, ed altronde non potea stabilirsi un nuovo ordine di cose nel cuore dello inverno, e mentre trovavansi già seminate le terre, perciò fatto prima lo inventario di ciò, che trovavasi nelle masserie, furono lasciati come soprastanti [615] alle medesime quegli stessi fratelli laici, dei quali valevansi i gesuiti, con un ragionevole appannaggio, e coll’obbligo di render conto a’ ministri della loro amministrazione, fino che non si fosse altramente disposto.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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