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      Sollecitamente la corte spedì il viglietto per la nuova pretura ad Ercole Branciforte, principe di Scordia, cavaliere stimato dal popolo, che avea sostenuta altre volte questa carica, giacchè a’ 2 del seguente marzo ne arrivò la reale cedola.
      Mentre ci parea lontano ogni sospetto di tumultuazione, poco mancò che nuovamente non si accendesse. Nel mese di aprile, e nel giorno diciassettesimo di esso, nel quartiere degli zingari, luogo infame, dove stanno le più venali baldracche, e dove per evitare gli sconcerti vi sta una guardia di soldati, nacque una contesa per causa di giuoco fra alcuni garzoni de’ collegi delle arti, e taluni di quei soldati. La zuffa fu tale, che riuscì a’ detti garzoni di disarmare i soldati, e di costringerli a fuggire. Questo fatto fe montare in furia il conte di Corafà, cui fu rapportato; e siccome egli avea un gran desiderio di menare le mani, per risarcire l’onore perduto nella giornata de’ 20 di settembre da’ suoi militari, così senza riflettere allo scompiglio, che potea nascere, fe toccare la così detta generale, e fe marciare verso il luogo della zuffa una compagnia di fanti colla baionetta in canna. Movea in parte a riso, e in parte a sdegno il vedere questo vecchio generale circondato dagli uffiziali maggiori alla porta del quartiere, cogli stivali a piedi, e col cavallo pronto per marciare contro quattro ragazzi, che fatto il colpo, sen’erano ritirati alle loro case. Si turbò Mr. arcivescovo allo udire questa novità, e mandò gente al generale, per pregarlo a non disturbare la tranquillità del paese; ma il vecchio ostinato dichiarò, che se non segli rendeano i fucili tratti a’ suoi soldati, egli avrebbe fatta man bassa contro i cittadini.


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Storia cronologica dei vicerè luogotenenti e presidenti del Regno di Sicilia
di Giovanni Evangelista Di Biasi
Stamp. Oretea
1842 pagine 1481

   



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