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      Ma, mio buon amico, che cosa ti fanno settanta sterline all’anno?
      – Raddoppiano la nostra rendita, dottor Strong – io dissi.
      – Veramente! – rispose il dottore. – Chi l’avrebbe mai detto? Non che io intenda che l’onorario debba essere strettamente limitato a settanta sterline all’anno, perché ho sempre pensato di fare anche un regalo a quel giovine amico che avrei così occupato. Indubbiamente – disse il dottore, che continuava a passeggiare con la mano poggiata sulla mia spalla – ho sempre messo in conto una gratificazione annuale.
      – Mio caro maestro – dissi, semplicemente e senza frasi – io ho con voi dei debiti di riconoscenza che non potrò mai saldare.
      – No, no – interruppe il dottore – che dici mai!
      – Se voi vorrete occuparmi nelle ore che ho disponibili, la mattina e la sera, compensandomele con settanta sterline all’anno, mi farete un piacere che non saprò come esprimervi.
      – Veramente! – disse il dottore, ingenuamente. – Pensare che così poco possa significare tanto! Veramente! E quando tu potrai trovar di meglio, mi prometti di pigliarlo? Mi dai la tua parola? – disse il dottore, che aveva sempre fatto gravemente appello all’onore di noi ragazzi.
      – Vi do la mia parola, signore – risposi, nel modo stesso che promettevamo una volta a scuola.
      – Allora va bene – disse il dottore, battendomi sulla spalla, e tenendovi poi di nuovo poggiata la mano, mentre passeggiavamo su e giù.
      – E io sarò venti volte più felice, signore – dissi, con una piccola e, spero, innocente adulazione – se intendete d’occuparmi al lavoro del dizionario.


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David Copperfield
di Charles Dickens
pagine 1261

   





Strong Pensare