Pagina (910/1261)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Un sogno che Jip mangi la torta nuziale, ciò che più tardi non gli riesce.
      Un sogno che i cavalli di posta sian pronti, e che Dora vada via per cambiarsi l’abito. Un sogno mia zia e la signorina Clarissa che rimangono con noi; e la nostra passeggiata nel giardino; e mia zia, che ha fatto a colazione un vero discorsetto sulle zie di Dora, un discorsetto che l’ha molto divertita e che l’ha perfino inorgoglita.
      Un sogno che Dora sia già pronta, e che la signorina Lavinia si libri su di lei, riluttante a perdere il bel balocco che l’ha sempre così piacevolmente occupata. Dora che, sorpresa, scopre ogni momento di aver dimenticato un gran numero di bazzecole; e tutti s’affannano a correre da tutti i lati per andarle a prendere.
      Un sogno il cerchio intorno a Dora, quando ella comincia a dire addio, un cerchio, con tutti quei lucenti colori e quei nastri, che sembra una aiuola di fiori; un sogno che la mia diletta, quasi soffocata tra i fiori, ne esca, sorridente e lagrimante insieme, per gettarsi fra le mie braccia gelose.
      Un sogno il mio desiderio di prendere in braccio Jip (che deve venire con noi) e l’osservazione di Dora che dice: «No», perché deve portarlo lei. Diversamente, esso penserebbe che, ora che s’è maritata, ella non gli voglia più bene: e questo lo strazierebbe. Il nostro andare a braccetto, e Dora che si ferma per voltarsi a dire, scoppiando a piangere: «Se sono stata cattiva e ingrata per voi, perdonatemi».
      Un sogno la sua manina che si agita, mentre ci avviamo di nuovo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

David Copperfield
di Charles Dickens
pagine 1261

   





Jip Dora Clarissa Dora Dora Lavinia Dora Jip Dora Dora