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      – Tu sei una persona di molto merito, Dick! – disse mia zia, in tono della più ampia approvazione. – E non far le viste di non esserlo, perché lo so io.
      Così dicendo, mia zia lo tirò per la manica, e mi fece un cenno; e uscimmo tutti chetamente dalla stanza, andandocene.
      – Questo, a ogni modo, metterà a posto il nostro amico il militare – disse mia zia, per strada. – Dormirei più soddisfatta stasera, se non avessi altre ragioni d’essere contenta.
      – Era completamente abbattuta, temo – disse il signor Dick, con grande commiserazione.
      – Che! Hai mai visto un coccodrillo umiliato? – chiese mia zia.
      – Credo di non aver mai visto un coccodrillo in vita mia – rispose molto dolcemente il signor Dick.
      – Non sarebbe successo mai nulla, senza quella vecchia oca! – disse mia zia con grande energia. – È necessario augurarsi che certe madri lascino in pace le loro figliuole, dopo il matrimonio, e non si mostrino così violentemente affezionate. Par che credano che il solo compenso che loro possa esser dato per aver messo al mondo una disgraziata bambina, come se qualcuna mai avesse chiesto di nascere, sia la piena libertà di tormentarla tanto da farnela ripartire al più presto. A che pensi, Trot?
      Pensavo a tutto ciò che era stato detto, rimuginando ancora alcune frasi. «Non v’è peggiore disparità nel matrimonio del disaccordo in fatto di carattere e di idee». «Il mio amore ha le sue basi su una roccia». Ma eravamo giunti a casa; e camminavamo sulle foglie secche, e soffiava il vento autunnale.
      XLVI.


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David Copperfield
di Charles Dickens
pagine 1261

   





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