Pagina (988/1261)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      – Sì – egli rispose. – Molto bello, ciò che dici!... Benissimo. Per ora, debbo fare come meglio m’è possibile, immagino.
      Nonostante la sua apparente insolenza, egli era umiliato dalle lagrime indignate di mia zia, e uscì scornato dal giardino. Facendo rapidamente due o tre passi, come se fossi arrivato in quel momento, lo incontrai sul cancello, ed entrai, mentr’egli ne usciva. Ci guardammo l’un l’altro da vicino al passaggio, con ostilità.
      – Zia – dissi frettoloso: – ecco un’altra volta quell’uomo che viene a impaurirvi. Lasciate che gli parli io. Chi è?
      – Figlio mio – rispose mia zia, prendendomi per il braccio – entra, e per lo spazio di dieci minuti non mi dir più una parola.
      Ci sedemmo nel salottino. Mia zia si ritirò dietro l’antica ventola verde, avvitata sulla spalliera della sedia, e di tanto in tanto, per un quarto d’ora, non fece che asciugarsi gli occhi. Poi uscì, e si venne a sedere accanto a me.
      – Trot – disse mia zia – è mio marito.
      – Vostro marito, zia? Io credevo che fosse morto!
      – Morto per me – rispose mia zia – ma vivo.
      Ammutolii di stupore.
      – Betsey Trotwood – disse mia zia con compostezza – non ha l’aria d’un soggetto capace di sentimenti d’amore; ma vi fu un tempo, Trot, che ella credeva ciecamente a quell’uomo; un tempo, Trot, che ella gli voleva sinceramente bene; che non avrebbe indietreggiato innanzi a nessuna prova di devozione e di affetto. Egli la compensò col dilapidarle la fortuna e con l’infrangerle il cuore. Allora ella mise, una volta e per sempre, ogni sensibilità in una fossa, la ricolmò di terra e l’appiattì ben bene.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

David Copperfield
di Charles Dickens
pagine 1261

   





Trotwood Trot Trot