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      C’erano mia zia e Agnese affaccendate a tagliare e a cucire qualche indumento in più per i bambini. Peggotty le aiutava tranquillamente, e aveva innanzi la vecchia scatola da lavoro, la fettuccia della misura e il moccolo di cera, superstiti insensibili di tanti eventi.
      Non era facile rispondere alle sue domande, ancora meno bisbigliare al pescatore Peggotty, quando il signor Micawber lo condusse di sopra, che la lettera era stata consegnata e che tutto andava benissimo. Ma me la cavai alla meglio, e il poveretto ne fu contento. Il mio aspetto, non perfettamente allegro, veniva attribuito alle mie disgrazie personali.
      – E quando parte il bastimento, signor Micawber? – chiese mia zia.
      Il signor Micawber credette necessario preparare mia zia o sua moglie gradatamente e disse che sarebbe partito più presto di quanto s’era creduto la sera innanzi.
      – Ve n’ha avvertito la barca, immagino? – disse mia zia.
      – Sì, signora – egli rispose.
      – Bene – disse mia zia – e allora parte?...
      – Signora – egli rispose – sono informato che noi dobbiamo positivamente essere a bordo prima delle sette di domani mattina.
      – Ah si? – disse mia zia. – Presto dunque... È certo, signor Peggotty?
      – Sì, signora. Il bastimento discenderà il fiume con la prossima marea. Se il signorino Davy e mia sorella verranno fino a Gravesend, domani nel pomeriggio ci daranno l’addio.
      – Sì che verremo – dissi.
      – Fino allora, e finché non saremo in mare – osservò il signor Micawber, dandomi un’occhiata d’intelligenza – il signor Peggotty e io sorveglieremo costantemente insieme le nostre masserizie e i nostri effetti.


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David Copperfield
di Charles Dickens
pagine 1261

   





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