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      .. qual gioja per il fratello!
      Ma, oh avesse potuto chi la pensava coś, dare un'occhiata in casa Angiolieri! Dove all'infuori di quel ciccioso e lustro di Emilio, il quale, tutto soddisfazione imaginàndosi amato, non scomodàvasi manco ad amare, come colui, che, servito, si lascia servire e' vi avrebbe veduto una gịvane, o, meglio, la marṃrea effigie di una, costretta a sedere dapresso tale che odiava ed a sent́rsene tôcca; come pure, veduto un amante obbligato a mirare, anzi a far buona cera, allo strazio del cuor dell'amata e del suo.
      Poi, sulla fine di un pranzo, lo sposo, con un sorriso a Leopoldo, disse:
      Al nostro primo bambino ci metteremo il tuo nome; ti piace?
      E il conte, che si stava mescendo, assent́ con un ghigno. Ma fu una grazia da quadro se la bottiglia di lui continụ a versare.
     
      IX.
     
      Il moribondo a decreto dell'uomo, quando dispera di protrarre la vita, chiede gli sia la morte accorciata; e ś facea Leopoldo, accelerando la sua.
      Nè tarḍ molto quel d́, in cui la sorella gli apparve abbigliata di bianco e di pallidezza. Foss'ella stata in un c̣fano, niuno avrebbe temuto di porle sopra il coperchio: nè lei certamente sarèbbesi opposta.
      E fùrono alla chiesola. Ines d́ssevi un ś "gelato come neve all'ombŕa". Una sua amica, svenne.
      Usćrono. Bombàvano i mortaletti, le campane sonàvano ed una banda di stuonatori die' fiato alle trombe. In sul sagrato, giostre, cuccagne, apparecchi pei fuochi, tra i quali la bianca ossatura di un I e di un E giganteschi; da ogni parte, folla.


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Vita di Alberto Pisani
di Carlo Dossi
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