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      L'Armata Aerea deve quindi essere organizzata ed impiegata a questo scopo distruttivo.
      Per giungere a distruggere, completamente e rapidamente, una razza di uccelli, non è sufficiente abbattere tutti quelli che incontrano in volo. Anzi questo è il mezzo meno efficace, perché, oltre la difficoltà che presenta l'incontrarli tutti in volo nello spazio indefinito, rimangono sempre i nidi e le uova. Il sistema più efficace, invece, è quello di distruggere sistematicamente i nidi e le uova, tanto che, a rigore, basterebbe ciò, dato che nessuna razza di uccelli può rimanere permanentemente in aria.
      Così, per distruggere i mezzi aerei nemici, il sistema di andare a cercarli, peggio, di aspettarli, in volo, è il meno efficace - seppure non completamente illusorio. Immensamente più efficace è, invece, il sistema di distruggere le loro basi, i loro rifornimenti, i centri di loro produzione. In volo gli aerei nemici possono sfuggire: i nidi e le uova si trovano sulla superficie e non si possono muovere. Distrutti i nidi, gli aerei che, per avventura, ne fossero fuori, al ritorno non saprebbero più ove posare.
      Ed è perciò che, contrariamente, forse, a quanto generalmente si pensa, il sistema più efficace per distruggere gli aerei nemici non è affatto quello di attaccarli in volo, ma bensì quello di distruggere bersagli, che li interessino intimamente, situati sulla superficie. Questi si distruggono mediante bombardamenti. Quindi l'Armata Aerea deve possedere una potenza offensiva contro bersagli situati sulla superficie, e cioè: unità da bombardamento.


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Il dominio dell'aria
di Giulio Douhet
De Alberti
1927 pagine 207

   





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