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      David Hume non giunge mai ad afferrare nč l'istrumento della critica nella sua purezza, nč la contraddizione ne' dilemmi, nč l'interversione dialettica nelle sue antitesi: non separa mai la critica dell'evidenza dalla critica dell'errore.
      Era riserbato a Kant di compiere il momento critico cartesiano; e Kant ebbe il doppio merito di afferrare l'analisi nella sua forza, e di mostrare l'evidenza nelle sue contraddizioni. Egli cominciō dall'afferrare l'analisi, separō matematicamente l'uno dall'altro tutti gli elementi del pensiero, tra cui non havvi identitā; e le nozioni da lui separate non furono pių ricongiunte, qualunque sia la forza occulta che le combina e non rimasero pių se non fatti uniti a caso, senza che se ne sappia la ragione. Dopo Kant, la sostanza non ha pių rapporto alcuno colla qualitā, nč la causa cogli effetti; il tempo, lo spazio, le condizioni dell'universo, non tengono pių all'universo stesso. Dopo Kant č ben inteso che la scienza finisce dove comincia la sintesi; dove comincia la cognizione, la scienza č distrutta; non č pių concesso l'affermare che il mondo esiste o che noi esistiamo; questi pių non sono se non giudizi fatali, empirici, i quali rimarranno in eterno fuori della scienza..
      Il secondo merito di Kant fu la scoperta delle antinomie ridotte all'opposizione del finito e dell'infinito, della libertā e della fatalitā, della natura e di Dio; e aprivasi cosė la serie dei dilemmi. Nč Descartes, nč David Hume, nč alcuno tra i filosofi moderni aveva mai sospettato che la contraddizione potesse trovarsi ordinata a priori nell'universo.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693

   





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