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      Capitolo XVIII
     
      I POPOLI E L'UMANITÀ
     
      La seconda antitesi opposta dalla logica al sistema sociale, vien tratta dall'umanità. Noi diciamo che uno è il sistema sociale, e la logica ce lo mostra vario nelle cento religioni che captivano i diversi popoli, quasi fossero esseri di diversa natura: per noi il sistema sociale si svolge autonomo, armonico, e la logica ci mostra le influenze d'un popolo sull'altro, tali che in pochi anni il buddismo o il cristianesimo possono a caso distruggere l'incivilimento del popolo più antico: per noi ogni società s'avvia verso l'umanità, e la logica ci oppone la guerra di tutti i popoli, universale; in guisa che, nel fatto, ogni popolo è nemico dell'umanità. Queste antinomie possono tutte tradursi nell'antinomia tra l'idea del vero, una per essenza, e le varietà delle opinioni, molteplici quanto gli individui.
      La metafisica, che vuol transire colle astrattezze dai popoli all'umanità, complica i due termini colle antinomie de' criterj, nè trova uscita alcuna. La rivelazione scioglie il dilemma col fatto.
      La diversità delle religioni non rappresenta se non la diversità dei momenti istorici del sistema sociale; ogni culto non e se non l'una delle fasi delta serie de' sistemi; ogni culto è in moto verso un culto superiore, per giungere alla religione dell'umanità. Non havvi religione stazionaria, non culto che possa persistere nel suo isolamento; la rivelazione e la ragione vietano ad ogni popolo di sostare nella via che conduce all'umanità. Il più barbaro dogma non deve difendersi? non trovasi assalito dalle religioni che lo circondano? esse coll'esistenza loro lo accusano; il conflitto divien necessario; poi, svolgendosi la rivelazione, smente il dogma, lo condanna a rettificarsi, a mutarsi, a cessare di essere quello che è, a cambiarsi in un nuovo dogma.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693