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      Il cristianesimo non si ordinava combattendo i sacerdoti del paganesimo e la scuola di Alessandria? non profittava della rivelazione naturale per negare gli oracoli e i miracoli della mitologia?
      La guerra tra le religioni non turba il procedimento delle diverse religioni, nessun caso può turbare il corso del sistema sociale; nessun individuo, nessuna invenzione; lo spettacolo stesso della civiltà perfettissima non vale a precipitare d'un punto le nostre deduzioni. Esse possono essere precipitate, ritardate net tempo istorico; ma nel tempo ideale, la serie deve essere regolare, il tre non può precedere il due; Watt non può precedere Augusto, o lo precede inutilmente. Del resto, la guerra si fonda sulla convinzione che uno è il vero, che dobbiamo cedere alla verità; suppone che in ogni pagano havvi un cristiano in potenza, che in ogni cristiano havvi un uomo riserbato al dogma dell'umanità. Il risultato della guerra è il trionfo assoluto di un sistema, o un trionfo limitato che concede ai diversi culti una data regione, un numero di genti proporzionato alle sue forze esperimentate.
      Quindi la terra, il clima sono dominati dalle religioni, ch'essi non dominano; sono conquistati dal pensiero, ch'essi non conquistano; sono i confini, le fortezze, la materia naturale dei diversi dogmi ch'essi non creano, e da cui, al contrario, sono creati confini, fortezze, mezzi di attacco o di difesa. Nella barbarie, ogni religione sembra figlia della terra, radicata nel suolo, immedesimata coi luoghi, colle circostanze di un popolo, e tale che non può essere adottata da altre genti, non può emigrare senza svanire.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693

   





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