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      Qual'è la conseguenza necessaria di tale premessa? È l'accettazione della storia universale positiva, come il vero, il reale processo della provvidenza delle idee umane. Dunque accettati tutti gli accidenti della natura, tutte le catastrofi puramente esterne come altrettante necessità intellettuali; dunque separati i diversi momenti del pensiero, non idealmente, ma materialmente,e considerati come altrettanti prodotti di una terra, di un clima, di una razza, perchè le civiltà sono distinte dal fato che si vuol provvidenza; dunque ignorate le vere transizioni sistematiche colle quali si passa di sistema in sistema senza uscire da ogni società, ed anzi alla condizione di non uscirne, perché fuori dei confini d'ogni società costituita non havvi se non il fato; la provvidenza scompare. Da ultimo, la storia ideale viene sacrificata al caso della storia positiva; il germe dell'umanità vien calpestato di proposito deliberato, ovunque vedesi una ruina, un disastro; ogni catastrofe viene disprezzata come se meritata dal popolo che la soffre; e la umanità viene negata, perchè la si abbandona al caso, alla preoccupazione insensata che il caso è umano.
      Le diverse teorie sulla storia universale non riescono, da ultimo, che a mostrare l'impossibilità di signoreggiare il fato. Esse richiedono che sia nota la causa della configurazione del globo, la ragione d'essere d'ogni continente, la missione organica d'ogni animale, la parte sostenuta da ogni fenomeno fisico: se havvi unità nella storia del mondo, tutti gli incontri saranno stati predestinati, tutte le guerre saranno state necessarie, le invasioni inevitabili; le conquiste, le vittorie, le sconfitte, ogni evento sarà uscito dalla profondità della materia, predisposto da un Dio; e gli elementi, le nubi, il sole, la natura tutta intera sarà complice di ogni opera che si attua nel seno dell'umanità. I fiumi, la terra, avranno dovuto prevedere il corso della rivelazione, la vita, la morte avranno dovuto animare e distruggere nell'ora indicata dai principj tutti gli uomini che si sono mostrati nel dramma della storia.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693

   





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