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      Che fa Pietro Lombardo? scrive il libro delle sentenze, in altri termini, il libro dei problemi. Qual'è il grande problema della scolastica? Lo abbiam detto, è il problema dell'individuo e del genere, collegato coi problemi dell'eucaristia, del verbo, della trinità, e in generale colle contraddizioni positive del cristianesimo. Qual'è la forma stessa della scolastica? È la disputa: incomincia coll'obbiezione, interroga sempre, l'interrogazione è sempre ostile al dogma; e se riassumonsi tutte le obbiezioni opposte dalla scolastica al cristianesimo, si vede che Bayle e Voltaire vi si trovano previsti, e ch'essi aggiungevano poco al tesoro delle obbiezioni scolastiche, sì che la Chiesa non affatto a torto afferma di non aver appreso nulla dai nostri sull'inconsistenza delle proprie leggende. I teologi erano acerbi nell'oppugnare il Cristo, essendo fermi nella speranza che la soluzione metafisica discenderebbe dal cielo coll'equazione della fede e della ragione.
      Dopo il risorgimento, la leggenda si separa dalla scienza; il teologo e il filosofo non sono più una medesima persona, si dividono; e la fede resta al primo, la ragione al secondo. Qui la teoria della fede subisce una nuova fase, ma sempre metafisica. È inteso che la filosofia è la ragione, è inteso che il teologo è l'uomo della fede, è dunque inteso che la fede è fuori della ragione, vale a dire cosa ecclesiastica e antifilosofica. Questa convinzione si trova in tutte le scuole; le une disprezzano la fede come un errore di uomini assurdi per mestiere, le altre la lasciano alla Chiesa come un mistero nel quale dichiaransi incompetenti; altre ancora adorano umilmente la fede dichiarando che sta assolutamente al di fuori della scienza, e suppone un metodo, una logica, un procedere non scientifico: tutti sono unanimi nel mettere la fede al bando della filosofia e della ragione.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693

   





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