Pagina (459/693)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Da che non potete scoprire l'istante in cui il fanciullo diventa uomo e in cui acquista l'uso della ragione, dovete soccombere al sofisma del cumulo e riuscite a negare il movimento dell'eguaglianza. Ma il doppio progresso del sentimento giuridico e dell'interesse è un fatto, e, come ogni fatto, deve soggiogare la logica. L'interesse cambia, si svolge colle idee; col succedersi, i dogmi estendono di continuo il sistema de' nostri piaceri e de' nostri dolori; la democrazia batte alla porta de' grandi, dei senati, della chiesa. La ragione del popolo, un tempo rassegnata alla fatalità della gerarchia. ripudia a poco a poco l'artificiosa combinazione che incatena alla fortuna del ricco. Ecco l'eguaglianza sottoposta ad una misura certa quanto i nuovi dogmi. Il sentimento giuridico rifiuta forse di far constare l'eguaglianza che si attua? Vedete le rivoluzioni, la collera del popolo, che copre di vergogna i giurisperiti della servitù, gli economisti dell'opulenza; vedete i dottori che impallidiscono, che si rinnegano mentre il nuovo diritto è attestato dalla santa audacia dei martiri. Se la voce di un popolo non è prova, dove troveremo la prova della volontà generale? Forse nella metafisica?
      Si risponderà: «Ma guardate altresì alla guerra; essa strazia la società, il sangue scorre; hannovi in conflitto due diritti, due dogmi; avrete dunque due pesi per misurare la giustizia.» Sì, la guerra è un fatto, gli interessi e i sentimenti si combattono, l'ispirazione morale può assistere egualmente le due parti che si straziano.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693