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      Voi li dichiarate impossibili, perchè siete schiavi della materia; ciecamente sottoposti al fato della fisica, avete gli occhi e non vedete, avete le orecchie e non intendete. Guardate alla vita, noi tocchiamo l'albero della vita, il perchè noi promettiamo una panacea universale, la vita eterna, una potenza sovrumana agli eletti, a tutte le nazioni, la musica degli istinti nell'associazione universale: promettiamo che l'eccezione del bene trionferà della regola del male, promettiamo la natura trasfigurata. Così la rivelazione soprannaturale si sviluppa capovolgendo il procedere della scienza, per farci vivere in mezzo alla favola a dispetto dei nostri sensi.
      Il nostro intelletto resisterebbe alla rivelazione soprannaturale, se la natura non si rendesse complice degli Dei per ingannarci. Ciò accade nella visione. Qui entriamo veramente nella regione dei miti, il miracolo divien fatto; la natura si capovolge. Giungiamo alla visione attraverso più fenomeni, in cui l'interversione delle leggi fisiche si attua a poco a poco, quasi per iniziarci ai misteri della vita degli Dei.
      Il primo grado della visione si è il sogno. Esso non riducesi ad una ricordanza confusa della memoria che vaneggia; non è neppure un'opera dell'imaginazione: coll'imaginazione ci figuriamo gli oggetti, ma non li vediamo; malgrado i nostri sforzi, essa ci lascia sempre soli colle nostre ricordanze. Nel sogno, al contrario, la realtà esteriore appare dinanzi a noi penetrante, imprevista, fatale; sonovi voci che intendiamo, forme che vediamo, esseri che a oppongono una resistenza.


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Filosofia della rivoluzione
di Giuseppe Ferrari
1851 pagine 693