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      E così se alla scuola classica domandate quali siano i rimedi contro il delitto, essa risponde: la pena, come coercizione e castigo della malvagità soggettiva.
      E questo non per induzioni scientifiche, ma per un solo ragionamento astratto, per un sillogisma hegeliano: il delitto nega il diritto, ma la pena nega il delitto, dunque la pena riafferma il diritto.
      Ma questa non è risposta scientifica, perchè nella risposta non abbiamo nessun altro elemento di fatto estraneo alla domanda e ci aggiriamo quindi in una semplice tautologia. E di vero, il fatto ostinatamente contraddice che la pena spenga il delitto. La storia e la statistica ci affermano che quando le pene furono più violente, allora furono più impotenti a reprimere.
      Così le pene sotto Roma imperiale furono insufficienti ad impedire la generale corruttela dei costumi.
      Quando, per esempio, il Cristianesimo ha schiuso alla umanità una nuova èra, invano gl'imperatori pagani imposero ai seguaci di quello scisma (tale essendo per essi il Cristianesimo) i roghi ed i tormenti e le belve; invano, perchè esso ha compito il glorioso destino di cui era capace e di cui le condizioni storiche fatalmente imponevano l'adempimento.
      Così nell'epoca nostra possiamo dire del più vibrato movimento socialistico, in cui certo è una parte accettabile ed altra no, perchè, come dice il Manzoni, il torto ed il diritto non si dividono mai con. una linea retta. Questo movimento socialistico sfida tutte le persecuzioni dei governi, come ha confessato anche il governo della Germania, dove le tristi condizioni sono state aggravate dalla stessa legge sullo stato d'assedio, promulgata per portarvi rimedio.


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La scuola criminale positiva
Conferenza nell'Università di Napoli
di Enrico Ferri
Enrico Detken Libraio Napoli
1885 pagine 42

   





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