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      Lucia, che Virgilio racconta, al Canto II dell'Inferno, aver mossa Beatrice perchè questa soccorresse colui che l'amò tanto, fa considerare all'amorosa donna la morte che combatteva Dante sulla fiumana ove non ha vanto il mare. E ciò in quel punto che già Dante, respinto dalla lupa, ritornava in basso loco, cioè quando il Pontefice lo avrebbe fatto esiliare. Ed ecco il motivo per cui ho interpretato la fiumana per il Tevere. Sul quale il mare non avrebbe vanto per la ragione, che se il mare, arrestando il corso ai fiumi, viene, per così dire, ad aver vanto sopra di loro, esso mare però non può avere questo vanto sopra il Tevere che non è da nessun mare frenato; cioè sopra Roma che non è tenuta in freno da nessun potere fuori di lei.
     
      (11) Non paia ch'io voglia sorpassare e schermirmi dalla condizione posta dal Poeta, che la lupa che tanto lo impaurì, s'ammoglia a molti animali, ed a più ancora si ammoglierà finchè non sarà fatta morire di doglia e non sarà rimessa nell'Inferno cacciata di villa in villa da un veltro che dovrà venire; e il quale non cibandosi nè di terra nè di peltro, ma di sapienza, d'amore e di virtù, nascerà tra Feltro e Feltro, e sarà salute di quella misera Italia, per cui morirono la vergine Camilla, Eurialo e Niso e Turno. Non ne ho parlato nel contesto perchè non mi parve necessario. Qui però, per togliere motivo di sospettare ch'io non avessi spiegazione adeguata, porterò la mia opinione anche sopra questo passo, la quale non può che coincidere colle cose dette prima.


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La religione e la politica di Dante Alighieri
di Paolo Ferroni
Utet Torino
1861 pagine 85

   





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