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      Da tutte le sue calde parole usciva questo, che egli non credeva rara l'onestÓ fra gl'italiani, ma fra i preti. Questa conclusione non la disse, o gli parve, nella sua ingenuitÓ, Edith non l'avesse a capire. S'affrett˛ di soggiungere che sperava poter vedere presto il signor curato.
      Ma, papÓ
      disse Edith fermandosi su' due piedi e fissando i suoi begli occhi gravi in quelli di suo padre "possiamo noi restar qui?"
      Steinegge cadde dalle nuvole. Non aveva ancora pensato a questo. La felicitÓ d'aver seco sua figlia oscurava nella sua mente ogni pensiero dell'avvenire. Edith, col suo delicato e acuto senso delle cose, dovette ricondurlo dalle nuvole in terra, fargli comprendere com'ella non potesse lungamente approfittare della ospitalitÓ del conte, presa prima che offerta. Disse che le doleva essergli causa di questo e forse di altri sacrifici ancora; e rise dolcemente nel vedere a questo punto suo padre gittar l'ombrello ed afferrarle, stringerle le mani senza poter articolar parola. "Hai ragione, caro papÓ", diss'ella "temo di essere una giovane ipocrita." Allora gli raccont˛ che quel signore della Legazione prussiana le aveva consigliato di por dimora a Milano, dove c'era una numerosa colonia tedesca molto ricca e legata alla cittadinanza. Affiderebbero a una buona banca il tesoro dei Nibelunghi, come chiamava la sua ereditÓ; ella darebbe lezioni di tedesco e il signor papÓ vivrebbe come un caro vecchio Kammerrath, collocato a pipare dopo lunghe fatiche. Piglierebbe un quartierino lontano dai rumori, alto se occorre, ma tutto aria e luce.


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Malombra
di Antonio Fogazzaro
pagine 519

   





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