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      Dunque sei stanco di me?
      diss'ella. "Vuoi viver solo?"
      Come solo?
      esclamò don Innocenzo. "Non sente che vivrebbe con me?"
      Io sono stanco, molto stanco di terispose Steinegge "ma non vorrei vivere solo. Verrei a riposarmi della tua compagnia, qui con il signor curato, per qualche mese dell'anno. Vedi, io non scherzo più adesso, io avrei bisogno di stare molto, molto tempo qui con il signor curato."
      Edith guardò quest'ultimo. Era egli entrato nel grande argomento? Si avviavan bene le cose? Il curato guardava con attenzione un baroccio che veniva dalla cartiera, faticosamente, sulla strada male assodata.
      Noi vogliamo cercare una pietra filosofalecontinuò Steinegge "una pietra che cangi in oro tutto quello che è brutto, scuro fuori di noi, e, molto più, dentro di noi."
      E la si trova qui, questa pietra preziosa?
      disse Edith, palpitando.
      Io non so, io spero.
      E perché non la cercherei anch'io con voi?
      Perché non ne hai bisogno, perché non vogliamo.
      Ma cosa ne farai di me, papà?
      Oh, non si sa ancora.
      A queste punto sopraggiunse il baroccio e divise Edith da' suoi due compagni. Don Innocenzo si accostò rapidamente a Steinegge e gli disse all'orecchio:
      Non vada troppo avanti.
      Non possorispose l'altro.
      Il barroccio passò.
      Erano giunti presso al fiume dove la strada faceva un gomito, scendeva per la sponda destra, lungo i grandi pioppi, fino alla cartiera.
      Lei vadisse Steinegge al curato. "Noi L'aspetteremo qui."
      Scese con sua figlia dal ciglio della strada sul pendìo erboso, sino all'ombra d'un macigno enorme ch'entrava dritto nel fiume.


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Malombra
di Antonio Fogazzaro
pagine 519

   





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