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      , diss'ella.
      Finito ch'egli ebbe, gli domandò se si potesse dimostrare che il testamento del nonno era stato soppresso. Franco rispose prontamente di no. "Ma", diss'ella, "perché allora parlavi delle idee che mi potevan venire?". Il suo pensiero era subito corso al probabile delitto della nonna, alla possibilità di un'accusa.
      Ma se l'accusa non era possibile?
      Franco non rispose ed ella, dopo aver pensato un poco, esclamò: "Ah, la copia del testamento? Adoperarla? Quello è un testamento che potrebbe valere?"
      Sì
      E tu non l'hai voluto far valere?
      No.
      Perché, Franco?
      Ecco!
      , esclamò Franco, pigliando fuoco. "Vedi? Lo sapevo! No, non lo voglio far valere, no, no, assolutamente, no!"
      Ma le ragioni?
      Dio, le ragioni! Le ragioni si sentono, le devi sentire senza che io te le dica!
      Non le sento. Non credere ch'io pensi ai denari. Non pigliamoli i denari, dalli a chi vuoi tu. Io sento le ragioni della giustizia. C'è la volontà di tuo nonno da rispettare, c'è un delitto che tua nonna ha commesso. Tu sei tanto religioso, devi riconoscere che questa carta l'ha fatta venir fuori la giustizia divina. Tu ti vuoi mettere fra la giustizia divina e questa donna?
      Lascia stare la giustizia divina!
      , rispose Franco, violento. "Cosa sappiamo noi delle vie che prende la giustizia divina? Vi è anche la misericordia divina! Si tratta della madre di mio padre, sai! E non li ho disprezzati sempre questi maledetti denari? Cosa ho fatto quando la nonna mi ha minacciato di non lasciarmi un soldo se sposavo te?"
      La tenerezza e la collera, miste insieme, gli fecero groppo alla gola.


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Piccolo mondo antico
di Antonio Fogazzaro
pagine 421

   





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