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      § 2. I NOMI ALTERATI NON SI USINO SEMPRE. Primieramente non si puō nč si deve, quando abbiasi da esprimere la sostanza accompagnata dalle proprietā suddette, usare sempre il sostantivo alterato; anzi č necessario servirsi spesso degli aggettivi grande, grosso, piccolo, vile, brutto, cattivo ecc. come fanno altre lingue che mancano o scarseggiano dei nomi alterati. Non č possibile dare in questo una regola fissa; ma in generale diremo, che i nomi alterati si usano quando la proprietā da essi indicata non deve esser posta molto in rilievo, perchč, se l'attenzione dovesse fermarsi principalmente su quelli, converrebbe meglio sciogliere il nome alterato con uno degli aggettivi riportati sopra. Eccone qualche esempio: Mi parve veder .... entro a un fronzuto boschetto una valletta assai graziosa, fra le varie erbette .... della quale rosseggiasse l'acceso colore delle fresche rose. Firenzuola. - Aveva d'intorno (si parla di una piccola bimba) un frontaletto tessuto d'oro, certi calzaretti indorati, ed un paio di brachine di broccato. Caro. - Mi vidi innanzi agli occhi un carro grandissimo comparire, mezzo bianco come l'avorio e mezzo nero a guisa dell'ebano. Dal lato destro era una grandissima colomba bianca come la neve, e dal sinistro uno smisurato corbo (corvo) nero a similitudine di brace spenta. Lasca - Io mi credeva che fosse un uomo grande e appariscente. Passavanti. - Aveva una spada dalla mano destra e dalla sinistra una gran torcia. Lasca. - Avevano entrambi intorno al capo una reticella verde terminata in una gran nappa e dalla quale usciva sulla fronte un enorme ciuffo.


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Sintassi italiana nell'uso moderno
di Raffaello Fornaciari
Sansoni Firenze Editore
1881 pagine 500