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      Filippo il bello, Alfonso il magnanimo, Firenze la bella, Napoli la grande ecc.; il più bello, il migliore. Usava di venire a questo luogo una delle sue capre, la più cara che avesse. Caro. - Non dovrebbero (questi ragionamenti) a Lei correre d'ogni parte, come a lor protettore il maggior di tutti? Segneri. - Mi venne una volontà di voler ricordare il nome di quella gentilissima ed accompagnarlo di molti nomi di donne e presi il nome di sessanta le più belle della cittade (città). Dante.
      Il sostantivo apposto non ripete la preposizione del sostantivo, da cui dipende. Seguendo l'ire e i giovenil furori d'Agramante lor re (non del lor re). Ariosto. Talora bensì, per maggior energia o per chiarezza, si sostituisce all'apposizione la ripetizione del costrutto; p. es. a Cristoforo Colombo, allo scopritore dell'America sarà eterna gloria: Si mostra a Leucade la tomba d'Artemisia, della famosa regina di Caria. Prese dell'oro, del più fino che si potè trovare.
     
      § 4. IL SOSTANTIVO COME ATTRIBUTO, si adopera dopo un nome proprio di persona o dopo i nomi casa, palazzo ecc. p. es. Dante Alighieri, Vittorio Alfieri, casa Davanzati, palazzo Strozzi ecc. o coi nomi propri di monte e di fiume, dopo il nome comune corrispondente; p. es. il fiume Reno, il monte Rosa, il monte S. Giuliano, e spesso anche coi titoli delle vie, delle strade, dei teatri, de' caffè e d'altri pubblici edifizi; p. es. Via Calzajuoli, Piazza S>. Giovanni, Caffè Landini, Teatro Re Umberto ecc. ma in altri casi mettesi la preposizione; p. es.


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Sintassi italiana nell'uso moderno
di Raffaello Fornaciari
Sansoni Firenze Editore
1881 pagine 500

   





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