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      Manzoni.
     
      § 34. DISTRIBUZIONE. Il sostantivo indicante le cose o persone, fra le quali un'altra cosa si distribuisce, si pone in singolare colle prep. per, a, e spesso col semplice articolo determinato, senza alcuna preposizione.
      Per (senza articolo) è la preposizione d'uso più generale; p. es. dare un pane per ciascuno, per uno, per uomo, per testa; il tre per cento, leggere un canto per giorno, uscir di casa tre volte per sera ecc. Con ripetizione: Stavano tre per tre, cento per cento, giorno per giorno ecc.
      A forma de' modi avverbiali di maniera e guisa (vedi qui addietro, § 29). Inoltre si usa coi nomi di prezzo: due panini al soldo ecc.; tre a una lira. Si usa il nome senza preposizione e coll'artic. determ. quando si tratta di tempo o di misura, p. es. una volta il mese, il giorno; riscuotere mille lire l'anno (non si dice bene all'anno, al mese, al giorno), confessarsi una volta la settimana; mangiare ogni ora; due lire il braccio, tre lire il metro.
     
      § 35. SOSTITUZIONE. La cosa o persona, colla quale se ne permuta un'altra, si determina mediante la prep. per. Mostrano loro lucciole per lanterne. G. Gozzi. - Dolce mi fia Renderti ben per male. Alfieri.
      Coi verbi di comprare, vendere e sim.: per un soldo, per due lire ecc. Spesso e più comunemente con a: comprare a un soldo, vendere a dieci lire, a caro prezzo ecc. o a guisa d'oggetto: vendere una cosa due soldi.
      Spesso la sostituzione prende il senso affine di rappresentanza, somiglianza, ufficio, nel senso di come. P. es. seppellire uno per morto (cioè, come se fosse morto), partirsi per disperato (come disperato), avere qualche cosa per indubitato, prendere alcuna o alcuno per moglie o per marito (come moglie ecc.


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Sintassi italiana nell'uso moderno
di Raffaello Fornaciari
Sansoni Firenze Editore
1881 pagine 500

   





Stavano Gozzi Renderti