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      nelle proposizioni incidenti che significano parlare, gridare, esclamare e sim.: Figliuol mio, disse il maestro cortese. Dante. - Cosa domanda? grid subito D. Abbondio. Manzoni;
      quando si vuole calcar pi la voce sul soggetto. Mi pajono un po' matti coloro. Manzoni;
      dopo le interrogazioni dirette, quando non importa mettere in ispecial rilievo il soggetto. Hai tu per figliuolo un vitello? Leopardi. - Che pretendiamo noi con tante fatiche? Segneri. - ito fuori Alamanno? Gelli. - Maestro, ove si trova Flegetonte e Leto? Dante. (Vedi pi oltre, 22);
      nelle proposizioni contenenti un augurio, un desiderio, un'imprecazione. Cos cresca il bel lauro in fresca riva! Petrarca. E nelle interjezioni con un aggettivo; felice lui, lasso me! ecc. bench si dica pure me sciagurato! ecc.;
      nelle proposizioni implicite assolute, sia col participio, sia col gerundio (vedi P. I, cap. XXI, 12 e cap. XXII, 4);
      nelle proposizioni oggettive implicite coll'infinito, quando il soggetto un pronome personale puro (vedi P. I, cap. XX, 23).
      Cos pure in certe frasi esclamative, dove il predicato sia un possessivo sostantivato. Gran destino il mio, che le cose a proposito mi vengano sempre in mente un momento dopo l'occasione! Manzoni.
      Nella poesia si pu liberamente anteporre il soggetto. Avanti che la proda Ti si lasci veder, tu sarai sazio. Dante. - Ma l'oriente rosseggiar si vede. Tasso. - Le campane si sentono a martello Di spessi colpi e spaventosi tocche. Ariosto.
     
      3. I pronomi relativi (e per conseguenza anche gli interrogativi), quando fanno da soggetti, precedono sempre il predicato, spesso anche nelle proposizioni assolute col gerundio e col participio; p. es.


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Sintassi italiana nell'uso moderno
di Raffaello Fornaciari
Sansoni Firenze Editore
1881 pagine 500

   





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