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      – Non importa, buon uomo: come andrà egli il raccolto quest'anno?
      – Patiremo del caro: or pregovi, signor mio, perdonatemi. Dio volesse v'avessi allor conosciuto!
      – Galantuomo; o conoscendo, o non conoscendo non date noja a nessuno, perché starete a rischio a ogni modo o di inimicarvi il ricco, o di maltrattare il povero: quanto a me non occorre.
      – Dice bene il signore; Dio gliene rimeriti. – E si partì. E farà forse peggio; gli ha un certo che di sfacciato nel viso; e la ragione degli animali ragionevoli, quando non sentono verecondia, è ragione perniciosissima a chiunque ha che fare con loro.
      Intanto? crescono ogni giorno i martiri perseguitati dal nuovo usurpatore della mia patria. Quanti andranno tapinando e profughi ed esiliati, senza il letto di poca erba né l'ombra di un ulivo – Dio lo sa! Lo straniero infelice è cacciato perfino dalla balza dove le pecore pascono tranquillamente.
      12 MaggioNon ho osato no, non ho osato. – Io poteva abbracciarla e stringerla qui, a questo cuore. La ho veduta addormentata: il sonno le tenea chiusi que' grandi occhi neri; ma le rose del suo sembiante si spargeano allora più vive che mai su le sue guance rugiadose. Giacea il suo bel corpo abbandonato sopra un sofà. Un braccio le sosteneva la testa e l'altro pendea mollemente. Io la ho più volte veduta a passeggiare e a danzare; mi sono sentito sin dentro l'anima e la sua arpa e la sua voce; la ho adorata pien di spavento come se l'avessi veduta discendere dal paradiso – ma così bella come oggi, io non l'ho veduta mai, mai.


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Ultime lettere di Jacopo Ortis
di Ugo Foscolo
pagine 175

   





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